Econsorzio organizza servizi di ritiro e smaltimento estintori scaduti, vuoti, danneggiati o non più utilizzabili, valutando ogni richiesta in funzione della tipologia dei dispositivi, delle quantità disponibili, del contenuto residuo e della sede presso cui deve essere effettuato il ritiro.
Il servizio è rivolto principalmente ad aziende di manutenzione antincendio, industrie, magazzini, attività commerciali, strutture ricettive, amministratori immobiliari e società di facility management che devono gestire quantitativi professionali di estintori dismessi.
Devi smaltire uno stock di estintori o organizzare ritiri periodici? Contatta Econsorzio e inviaci le informazioni sul materiale disponibile per ricevere una prima valutazione.
Lo smaltimento degli estintori richiede una gestione diversa da quella prevista per i comuni rifiuti aziendali.
Il dispositivo può contenere polveri, schiume, gas compressi o altre sostanze che devono essere identificate prima di stabilire il corretto percorso di trattamento.

Un estintore fuori uso non dovrebbe quindi essere abbandonato, svuotato autonomamente o conferito insieme ai rifiuti ordinari.
Quando l’azienda decide di disfarsene, il dispositivo entra nel circuito di gestione dei rifiuti e deve essere affidato a operatori autorizzati, nel rispetto degli obblighi applicabili al produttore e al detentore.
Quando un estintore deve essere smaltito
Nel linguaggio comune si parla spesso di estintori scaduti, ma tecnicamente un estintore non diventa automaticamente inutilizzabile al raggiungimento di un’unica data di scadenza valida per tutti i modelli.
La sua permanenza in servizio dipende dalle verifiche previste, dalle caratteristiche costruttive, dall’agente estinguente contenuto, dalle condizioni del serbatoio e dall’esito delle attività di controllo, revisione e collaudo.

Il D.M. 1° settembre 2021 disciplina il controllo e la manutenzione delle attrezzature antincendio nei luoghi di lavoro. Le operazioni devono essere svolte secondo la regola dell’arte, nel rispetto delle disposizioni applicabili, delle indicazioni del fabbricante e delle norme tecniche pertinenti.
Per gli estintori, il riferimento tecnico è rappresentato dalla norma UNI 9994-1.
La decisione di mettere fuori servizio un estintore può dipendere dall’esito negativo di una verifica, da danni al serbatoio, corrosione, deformazioni, perdita di pressione, assenza di componenti sostitutivi, obsolescenza del modello oppure dalla non convenienza tecnica ed economica di ulteriori interventi.

Anche la chiusura di una sede, il rinnovo completo dei presidi antincendio o il rinvenimento di dispositivi molto vecchi in un magazzino possono generare la necessità di procedere con lo smaltimento degli estintori fuori uso.
È importante distinguere la manutenzione dell’estintore dalla successiva gestione del rifiuto. Il tecnico antincendio verifica se il dispositivo può continuare a essere utilizzato o ripristinato. Quando viene definitivamente dismesso, entrano invece in gioco gli obblighi previsti dalla normativa ambientale. Hai dei dubbi sul corretto smaltimento estintori vuoti? Contattaci.
A chi è rivolto il servizio di smaltimento estintori
Il servizio è pensato per le attività che devono gestire estintori provenienti da un contesto professionale e che cercano un interlocutore in grado di organizzare il ritiro, il trasporto e il conferimento presso una destinazione autorizzata.
Le aziende di manutenzione antincendio rappresentano uno dei principali destinatari del servizio. Durante gli interventi presso i clienti possono ritirare dispositivi non più revisionabili, bombole danneggiate, agenti estinguenti sostituiti e altri materiali che devono essere gestiti come rifiuti.
In questi casi può essere utile pianificare ritiri periodici di estintori, evitando l’accumulo eccessivo di dispositivi presso l’officina o il magazzino.
Industrie, centri logistici, stabilimenti, supermercati, alberghi e aziende con più sedi possono invece avere bisogno di smaltire numerosi dispositivi contemporaneamente.
La richiesta di smaltimento estintori scaduti può nascere da un rinnovo generale delle attrezzature antincendio, dalla riorganizzazione degli spazi o dalla sostituzione dei presidi installati in più edifici.

Il servizio interessa anche RSPP, HSE manager, facility manager e responsabili della manutenzione, chiamati a verificare che il materiale venga affidato a soggetti autorizzati e accompagnato dalla documentazione richiesta.
Amministratori condominiali, property manager e società di gestione immobiliare possono infine richiedere il ritiro di estintori presenti in autorimesse, locali tecnici, edifici commerciali e patrimoni immobiliari gestiti per conto di terzi.
Quali estintori possono essere ritirati
Prima di organizzare il ritiro è necessario identificare il tipo di estintore e l’agente estinguente contenuto. Non tutti gli estintori possono essere trattati nello stesso modo e la presenza di materiale residuo incide sulla classificazione e sulla destinazione finale.
Il servizio può riguardare estintori portatili e carrellati a polvere, anidride carbonica, schiuma o acqua con additivi, oltre a dispositivi contenenti agenti estinguenti meno comuni.
Particolare attenzione deve essere riservata agli estintori contenenti sostanze oggi soggette a restrizioni, agli apparecchi privi di etichetta leggibile e ai dispositivi molto vecchi dei quali non sia immediatamente riconoscibile il contenuto.
Anche lo stato dell’estintore è importante. Un dispositivo completamente scarico e depressurizzato non presenta necessariamente le stesse caratteristiche di un estintore ancora pieno o parzialmente carico.
Per questa ragione non è corretto stabilire il percorso di smaltimento basandosi soltanto sull’aspetto esterno o sulla dicitura generica “estintore scaduto”.
Quando possibile, prima del preventivo vengono richieste fotografie delle etichette, del serbatoio e delle indicazioni relative all’agente estinguente.
Come funziona il ritiro degli estintori fuori uso
Come si smaltisce un estintore?
La gestione parte da una valutazione preliminare degli estintori da smaltire. Il cliente comunica il numero dei dispositivi, la loro tipologia, il peso o la capacità e il luogo in cui sono conservati.
Sulla base delle informazioni ricevute viene verificata la possibilità di organizzare il servizio, individuando il trasportatore e l’impianto autorizzati a gestire lo specifico rifiuto.
Prima del ritiro devono essere definite anche le modalità di preparazione del materiale. Gli estintori devono essere mantenuti in condizioni di sicurezza, protetti da urti, cadute e manipolazioni improprie.

Non devono essere forati, tagliati, aperti o scaricati dall’azienda nel tentativo di ridurne il volume. Un estintore apparentemente vuoto può infatti essere ancora sotto pressione o contenere residui dell’agente estinguente.
Il trasporto viene quindi effettuato con mezzi e autorizzazioni coerenti con la classificazione attribuita. Il materiale viene conferito all’impianto individuato, dove può essere sottoposto a messa in sicurezza, separazione delle componenti, recupero dei materiali o smaltimento delle frazioni non recuperabili.
La destinazione non viene scelta genericamente, ma deve risultare compatibile con il codice EER attribuito, con le caratteristiche del rifiuto e con le operazioni per le quali l’impianto è autorizzato.
Smaltimento degli estintori e normativa ambientale
Quando un’impresa decide di disfarsi di un estintore non più utilizzabile, il dispositivo deve essere gestito secondo la Parte IV del D.Lgs. 152/2006, che disciplina la gestione dei rifiuti.
Nel contesto delle attività produttive, commerciali e di servizio, gli estintori dismessi sono normalmente gestiti come rifiuti speciali. La classificazione definitiva deve però tenere conto dell’origine del rifiuto e delle sue caratteristiche effettive.
L’articolo 188 del D.Lgs. 152/2006 stabilisce che il produttore iniziale o il detentore deve provvedere al trattamento del rifiuto direttamente, quando autorizzato, oppure affidandolo a intermediari, trasportatori o impianti abilitati.
Affidare il servizio a un’impresa esterna non elimina automaticamente le responsabilità del produttore del rifiuto. L’azienda deve verificare che i soggetti coinvolti possiedano autorizzazioni adeguate per lo specifico rifiuto e che l’impianto di destinazione possa effettivamente riceverlo.
Il trasportatore professionale deve essere iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali nella categoria appropriata. In particolare, la categoria 4 riguarda la raccolta e il trasporto di rifiuti speciali non pericolosi, mentre la categoria 5 riguarda i rifiuti speciali pericolosi.
Non basta quindi controllare genericamente che il trasportatore sia iscritto all’Albo. È necessario verificare che l’iscrizione sia attiva e comprenda i codici EER e le categorie di rifiuto oggetto del servizio.
Classificazione e codice EER degli estintori
L’attribuzione del codice EER degli estintori è uno dei passaggi più delicati nella gestione dei dispositivi fuori uso.Non esiste un codice che possa essere applicato automaticamente a qualsiasi estintore. La scelta dipende dal tipo di dispositivo, dal contenuto residuo, dalle sostanze presenti, dall’origine del rifiuto e dalle operazioni che lo hanno generato.Tra le voci che possono essere prese in considerazione rientrano quelle relative ai gas in contenitori a pressione e quelle riferite a prodotti o sostanze fuori specifica.

Quando il contenuto dell’estintore viene rimosso e gestito separatamente, il serbatoio e l’agente estinguente possono inoltre diventare rifiuti distinti, con classificazioni differenti.
La presenza dell’asterisco accanto a un codice EER indica un rifiuto pericoloso. Questa qualifica non dovrebbe essere attribuita o esclusa sulla base di supposizioni, ma attraverso la conoscenza del processo che ha generato il rifiuto, le informazioni tecniche disponibili e, quando necessario, una valutazione analitica.
Per questo motivo Econsorzio non assegna un codice standard a tutti gli estintori prima di aver acquisito informazioni sufficienti.
l produttore del rifiuto rimane responsabile della corretta classificazione, anche quando si avvale del supporto tecnico di un consulente o di un operatore ambientale.
FIR, registro di carico e scarico e RENTRI
Il trasporto degli estintori gestiti come rifiuti deve essere accompagnato, nei casi previsti, dal Formulario di identificazione del rifiuto (FIR), nel quale vengono indicati produttore, trasportatore, destinatario, codice EER, quantità e caratteristiche del materiale.
In base all’attività svolta, alle dimensioni dell’impresa e alla tipologia di rifiuto, possono inoltre applicarsi gli obblighi relativi al registro cronologico di carico e scarico, al RENTRI e al MUD.
Gli adempimenti variano da un’azienda all’altra e devono essere verificati al momento del ritiro, tenendo conto della classificazione del rifiuto e delle regole RENTRI in vigore.
Deposito temporaneo degli estintori presso l’azienda
Gli estintori dismessi possono rimanere presso il luogo in cui sono stati prodotti esclusivamente nel rispetto delle condizioni previste per il deposito temporaneo prima della raccolta.Il materiale deve essere raggruppato per categorie omogenee, identificato correttamente e conservato con modalità compatibili con le sue caratteristiche.
Gli estintori dismessi possono rimanere presso il luogo in cui sono stati prodotti esclusivamente nel rispetto delle condizioni previste per il deposito temporaneo prima della raccolta.
Il materiale deve essere raggruppato per categorie omogenee, identificato correttamente e conservato con modalità compatibili con le sue caratteristiche.
Devono essere rispettati i limiti temporali o quantitativi previsti dalla normativa e tutte le disposizioni applicabili alla sicurezza dei contenitori sotto pressione e delle sostanze presenti.

Gli estintori non dovrebbero essere lasciati in aree accessibili, esposti alle intemperie oppure accatastati senza protezioni.
È opportuno predisporre una zona stabile e controllata, evitando il rischio di urti, ribaltamenti, azionamenti involontari o dispersione dell’agente estinguente.
Per le aziende di manutenzione antincendio che producono con continuità questo tipo di rifiuto, una programmazione periodica dei ritiri permette di ridurre gli accumuli e mantenere più ordinata la gestione documentale.
Recupero degli estintori e destinazione finale
Smaltire un estintore non significa necessariamente conferire l’intero dispositivo in discarica.
Negli impianti autorizzati può essere effettuata la messa in sicurezza del contenitore, la rimozione controllata dell’agente estinguente e la separazione delle diverse componenti.
Il corpo dell’estintore è generalmente costituito da acciaio o alluminio e può essere avviato a recupero quando le condizioni tecniche e autorizzative lo consentono.
Anche valvole, manometri, tubi e altri componenti possono seguire percorsi distinti.
Le polveri, le schiume e gli altri agenti estinguenti richiedono invece una valutazione specifica.
La possibilità di recuperarli o trattarli dipende dalla loro composizione, dallo stato di conservazione, dalla presenza di contaminanti e dalle soluzioni disponibili presso gli impianti.

Non è quindi corretto promettere il recupero completo di qualsiasi estintore prima di aver verificato le caratteristiche del materiale.I l percorso finale può comprendere recupero di materia, trattamento oppure smaltimento delle frazioni che non possono essere ulteriormente valorizzate.
Contattaci senza impegnoQuanto costa smaltire gli estintori
Il costo dello smaltimento degli estintori non può essere determinato soltanto in base al numero dei dispositivi.Un estintore portatile da pochi chilogrammi comporta esigenze diverse rispetto a un dispositivo carrellato.
Anche il contenuto incide sulla classificazione, sulle modalità di trasporto e sulle tariffe dell’impianto. Il preventivo può comprendere il costo del ritiro, del trasporto, delle operazioni di messa in sicurezza, del trattamento dell’agente estinguente e della gestione delle componenti metalliche.
Incidono inoltre la distanza dalla sede di ritiro, la possibilità di raggruppare il servizio con altri rifiuti, l’accessibilità del luogo, il numero di sedi interessate e la necessità di programmare interventi periodici.
Per richiedere una valutazione è utile comunicare:
Queste informazioni permettono di verificare più rapidamente la soluzione disponibile ed evitare preventivi generici che potrebbero cambiare dopo il sopralluogo o al momento del ritiro.
Contattaci senza impegnoRitiro di stock e servizi periodici per aziende antincendio
Le imprese che si occupano di manutenzione antincendio possono produrre estintori dismessi con una certa continuità.
In questi casi è possibile valutare un servizio programmato, definendo frequenza dei ritiri, quantità indicative e modalità di preparazione del materiale.
Una gestione periodica consente di evitare l’accumulo prolungato di dispositivi, semplifica l’organizzazione del magazzino e rende più controllabile la documentazione ambientale.
Anche le aziende con numerosi stabilimenti o punti vendita possono coordinare ritiri di estintori provenienti da più sedi.
Il servizio viene comunque definito caso per caso, perché la soluzione più adatta dipende dalla distribuzione geografica, dalle quantità e dalla tipologia degli estintori.
Contatta Econsorzio per valutare il ritiro di estintori dismessi, stock provenienti da attività di manutenzione o interventi programmati presso più sedi.
Perché affidarsi a un operatore qualificato
La corretta gestione degli estintori non si limita al loro allontanamento dalla sede aziendale.
Occorre identificare il rifiuto, verificare le autorizzazioni del trasportatore, individuare un impianto compatibile, compilare correttamente la documentazione e assicurarsi che il materiale venga conferito alla destinazione indicata.
Un servizio organizzato con operatori qualificati per la gestione dei rifiuti aiuta l’azienda a ridurre il rischio di conferimenti impropri, documenti incompleti e contestazioni legate alla tracciabilità.
Il produttore deve comunque fornire informazioni corrette sull’origine e sulle caratteristiche del materiale.Nascondere la presenza di agenti estinguenti residui o dichiarare come vuoto un dispositivo ancora carico può compromettere la sicurezza del trasporto e la regolarità dell’intera gestione.
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