Lo smaltimento di toner e cartucce esauste prodotti da un'azienda richiede prima di tutto di identificare il materiale, attribuire la corretta classificazione e organizzare raccolta, trasporto e conferimento in funzione del rifiuto effettivamente prodotto.
Per questo un ufficio, uno studio professionale o un'impresa che deve smaltire toner delle stampanti non deve limitarsi a chiedersi dove buttarli: deve capire quale percorso può seguire il rifiuto e quali obblighi documentali si applicano al proprio caso.
Econsorzio organizza il ritiro di toner esausti e cartucce per stampanti raccogliendo le informazioni necessarie sul materiale, sulle quantità e sulla sede, per definire il servizio prima del conferimento.
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Come smaltire toner e cartucce delle stampanti in azienda
Per smaltire toner e cartucce in azienda il percorso può essere sintetizzato in cinque passaggi:

L'Albo Nazionale Gestori Ambientali contempla specificamente, tra le tipologie gestibili nelle categorie previste, cartucce toner esauste e toner per stampa esauriti.
Il punto centrale è che “toner esausto” non identifica automaticamente un unico percorso. Prima del ritiro occorre sapere che cosa è stato prodotto e in quali condizioni si trova.
I toner esausti sono rifiuti pericolosi?
Per smaltire toner e cartucce in azienda il percorso pNon tutti i toner esausti sono rifiuti pericolosi. L'Elenco Europeo dei Rifiuti distingue infatti due voci:
L'asterisco identifica la voce relativa a un rifiuto pericoloso. Di conseguenza, non è corretto attribuire automaticamente il codice 08 03 18 soltanto perché il toner proviene da una normale stampante aziendale.
La classificazione deve essere effettuata considerando il rifiuto concreto e le informazioni disponibili sulla sua origine e sulle sue caratteristiche.
Quando queste informazioni non sono sufficienti, possono essere necessari ulteriori elementi per stabilire la corretta classificazione.
Dove smaltire i toner e le cartucce delle stampanti: cosa cambia tra privati e aziende
Le ricerche “dove smaltire toner stampante” o “dove buttare cartucce stampanti” possono avere risposte differenti a seconda di chi ha prodotto il rifiuto.
Un privato che deve eliminare una cartuccia utilizzata in casa può verificare le modalità previste dal proprio Comune o dal gestore locale, perché i sistemi di raccolta e i materiali accettati possono variare sul territorio.

Per un'attività economica la situazione va invece valutata sulla base dell'origine e della classificazione del rifiuto. Non è corretto presumere che toner e cartucce prodotti nell'ambito dell'attività possano sempre seguire lo stesso percorso previsto per una normale utenza domestica.
Per aziende, uffici, studi e organizzazioni che accumulano questi consumabili nel corso dell'attività può quindi essere organizzato un servizio di raccolta e ritiro dei toner esausti dimensionato sulle quantità effettivamente prodotte.
Smaltimento toner Esausti: normativa, codice EER, FIR e RENTRI
La normativa sullo smaltimento dei toner esausti deve essere applicata considerando sia il rifiuto sia il soggetto che lo produce.
Il quadro generale italiano sulla gestione e sulla tracciabilità dei rifiuti fa riferimento al D.Lgs. 152/2006; il sistema RENTRI è disciplinato dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59, adottato in attuazione dell'articolo 188-bis del Testo Unico Ambientale.

Questo significa che non è corretto affermare genericamente che qualsiasi azienda che produce toner abbia automaticamente gli stessi obblighi di iscrizione, registro e tracciabilità.
Il RENTRI distingue infatti differenti categorie di produttori. Tra i soggetti obbligati rientrano, ad esempio, i produttori di rifiuti pericolosi e determinate imprese ed enti produttori di specifici rifiuti non pericolosi con più di 10 dipendenti; il portale prevede contemporaneamente un'area dedicata ai produttori non tenuti all'iscrizione.
FIR e RENTRI nel 2026
Il Formulario di identificazione del rifiuto (FIR) permette di tracciare le informazioni relative al rifiuto durante il trasporto e al percorso verso la destinazione.
Al 19 agosto 2026 è in corso una fase transitoria importante: fino al 15 settembre 2026 il FIR può ancora essere emesso in formato cartaceo, in alternativa al digitale. Dal 16 settembre 2026 il FIR digitale diventa obbligatorio per gli iscritti al RENTRI. I produttori non soggetti all'obbligo di iscrizione al RENTRI continuano invece ad avere un percorso dedicato per l'emissione e la gestione del formulario cartaceo.
Per questo gli adempimenti non dovrebbero essere stabiliti partendo soltanto dalla parola “toner”: occorre verificare codice EER, eventuale pericolosità del rifiuto e posizione del produttore rispetto agli obblighi applicabili.
Come raccogliere toner e cartucce prima del ritiro
Le cartucce dovrebbero essere conservate in modo da limitare rotture, fuoriuscite e dispersioni del residuo.
Una cartuccia integra raccolta dopo la sostituzione non presenta necessariamente le stesse condizioni di una vaschetta contenente toner libero, di un consumabile danneggiato o di materiali differenti accumulati nello stesso contenitore.

Per predisporre il ritiro servono almeno quattro informazioni:
Il contenitore utilizzato deve essere compatibile con i materiali presenti e con la successiva movimentazione. Non è quindi il contenitore, da solo, a determinare classificazione e destinazione del rifiuto.
Quando vengono utilizzati sistemi di raccolta dedicati, è inoltre utile evitare l'inserimento indiscriminato di altri materiali che potrebbero rendere più complessa la gestione successiva.
Per approfondire questo aspetto è possibile consultare anche la guida Econsorzio dedicata agli Eco-box per toner e cartucce.
Toner laser, cartucce inkjet e residui di inchiostro sono la stessa cosa?
No. Dietro la ricerca “smaltimento cartucce stampante” possono trovarsi consumabili differenti. Il toner delle stampanti laser è una polvere, mentre le cartucce inkjet utilizzano inchiostro.
Fotocopiatrici e apparecchi professionali possono inoltre produrre bottiglie toner e vaschette destinate a raccogliere il toner residuo.
Per questo toner laser, cartucce a inchiostro, bottiglie e vaschette di residuo non dovrebbero essere classificati automaticamente nello stesso modo.

Anche quando si parla di smaltimento dell'inchiostro delle stampanti, quindi, è necessario identificare il materiale effettivamente presente prima di attribuire un codice o stabilire il percorso di conferimento.
Contattaci senza impegnoRiciclo, recupero e smaltimento: che fine fanno toner e cartucce?
Nel linguaggio comune si parla genericamente di smaltimento toner, ma dal punto di vista della gestione dei rifiuti la destinazione può comprendere anche operazioni di recupero.
Riciclo, rigenerazione, recupero e smaltimento non indicano necessariamente la stessa cosa.
Alcune cartucce possono avere caratteristiche che consentono un percorso di rigenerazione o il recupero di componenti e materiali. Altre possono richiedere differenti operazioni di trattamento in funzione dello stato del consumabile e delle possibilità dell'impianto che lo riceve.

Per questo non è corretto promettere genericamente che ogni toner esausto viene riciclato.
La destinazione deve essere coerente con il rifiuto conferito: una cartuccia integra potenzialmente recuperabile, una cartuccia danneggiata e una vaschetta contenente residui di toner possono richiedere valutazioni differenti.
Il recupero dei toner usati deve quindi essere considerato come una possibile destinazione del rifiuto quando le sue caratteristiche e l'impianto individuato lo consentono, non come un risultato automatico del semplice ritiro.
Come funziona il servizio di ritiro toner Econsorzio
Econsorzio organizza il servizio partendo dai materiali realmente presenti presso il cliente.
In questo modo la richiesta non viene trattata come un generico “ritiro toner”, ma viene definita sulla base del materiale da gestire e delle condizioni effettive del servizio. Di seguito ti riportiamo un modello di quello che facciamo (i dati dell'azienda sono fittizi)
Contattaci senza impegno A chi è rivolto il servizio di smaltimento toner
Il ritiro di toner e cartucce esauste può essere richiesto da realtà molto diverse, tra cui:
aziende e uffici, studi professionali, sedi amministrative, scuole ed enti, strutture organizzate, attività commerciali e organizzazioni multisede.
La produzione può variare da poche cartucce accumulate periodicamente a quantità più consistenti generate da sedi con numerose stampanti e fotocopiatrici.
Per le realtà che producono toner con continuità può essere utile valutare una gestione programmata della raccolta; per quantità occasionali il servizio viene invece definito sulla base della singola richiesta.
Contattaci senza impegno Da cosa dipende il costo per smaltire toner e cartucce?
Il costo dello smaltimento e del ritiro dei toner non dipende soltanto dal numero delle cartucce.
I principali elementi da valutare sono:
Per ottenere una valutazione attendibile è quindi utile comunicare che cosa deve essere ritirato, in quale quantità, dove si trova e come è stato raccolto.
Un piccolo studio con poche cartucce e un'organizzazione con più sedi e numerose periferiche di stampa non richiedono necessariamente lo stesso servizio.
Richiedi il ritiro di toner e cartucce esauste
Se la tua azienda deve gestire toner esausti, cartucce usate o altri consumabili da stampa, puoi inviare a Econsorzio le informazioni necessarie per valutare il servizio.
Per rendere più rapida la verifica indica: tipologia dei materiali, quantità approssimativa, località del ritiro e modalità con cui sono stati raccolti.
A partire da questi dati è possibile verificare il percorso da organizzare e predisporre una proposta coerente con le caratteristiche del rifiuto e con la logistica richiesta.
Domande frequenti sullo Smaltimento dei toner e cartucce
Contattaci senza impegnoFonti e riferimenti normativi
Fonti e riferimenti normativiPer la classificazione dei toner per stampa esauriti:
Elenco Europeo dei Rifiuti, con le voci EER 08 03 17* e 08 03 18.
Per il sistema di tracciabilità dei rifiuti: D.M. 4 aprile 2023, n. 59, adottato in attuazione dell'articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006.
Per soggetti obbligati, produttori non iscritti, registro e formulari: portale ufficiale RENTRI.
Per la fase transitoria del FIR nel 2026: RENTRI – utilizzo alternativo del formulario cartaceo fino al 15 settembre 2026.
Per le categorie relative alla raccolta e al trasporto dei rifiuti: Albo Nazionale Gestori Ambientali.
