La dengue è una malattia virale trasmessa principalmente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes. In Italia l’attenzione riguarda soprattutto Aedes albopictus, la zanzara tigre, ormai ampiamente diffusa sul territorio e in grado di trasmettere il virus.
La prevenzione non consiste nel “sanificare” gli ambienti dal virus: la dengue non si trasmette normalmente attraverso superfici o ambienti contaminati. Il controllo riguarda soprattutto le zanzare vettore, i loro focolai di riproduzione e la protezione dalle punture. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la lotta sistematica alle zanzare Aedes e l’eliminazione delle raccolte d’acqua nelle quali possono svilupparsi le larve rappresentano strumenti importanti per ridurre il rischio di trasmissione.
Come si trasmette il virus dengue?
La dengue viene trasmessa quando una zanzara Aedes infetta punge una persona. Una zanzara può acquisire il virus dopo aver punto una persona nel cui sangue è presente DENV e, successivamente, trasmetterlo attraverso altre punture.
Non si tratta quindi, nella normale catena epidemiologica, di una malattia che passa direttamente da una persona all’altra. L’Istituto Superiore di Sanità indica che il virus può circolare nel sangue della persona infetta per alcuni giorni, periodo durante il quale una zanzara può acquisirlo e diventare a sua volta vettore.
A livello mondiale il vettore principale è Aedes aegypti. In Italia assume invece particolare importanza Aedes albopictus, comunemente conosciuta come zanzara tigre, perché è stabilmente presente sul territorio ed è in grado di trasmettere il virus dengue.
La zanzara tigre può trasmettere la dengue in Italia?
Sì. La zanzara tigre presente in Italia può trasmettere la dengue se acquisisce il virus pungendo una persona infetta.
Questo permette di comprendere la differenza tra un caso importato e una trasmissione autoctona.
Un caso importato riguarda generalmente una persona che ha contratto l’infezione durante un soggiorno in un’area in cui il virus circola. Se, durante il periodo in cui il virus è presente nel sangue, la persona viene punta da una zanzara tigre locale, la zanzara può infettarsi e rendere possibile una successiva trasmissione sul territorio.
È attraverso un meccanismo di questo tipo che possono svilupparsi focolai locali anche in un Paese nel quale la dengue non è stabilmente endemica.
Fonte: European Centre for Disease Prevention and Control – Aedes albopictus.
Dengue in Italia: qual è la situazione?
La dengue in Italia si presenta soprattutto attraverso casi associati a viaggi all’estero, ma negli ultimi anni si sono verificati anche episodi di trasmissione autoctona.
Secondo il sistema nazionale di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal 1° gennaio al 31 luglio 2026 sono stati confermati 192 casi di dengue in Italia, tutti associati a viaggi all’estero e senza decessi.
Questo non significa però che la trasmissione locale sia impossibile. Nel 2024 si è verificato in Italia il più grande focolaio di dengue osservato nell’Europa continentale, con quasi 300 casi autoctoni.
Uno studio coordinato dall’ISS e pubblicato nel luglio 2026 ha evidenziato che gran parte della trasmissione osservata durante quei focolai era concentrata entro poche centinaia di metri. Questo dato aiuta a comprendere perché, in presenza di determinate condizioni epidemiologiche, il controllo tempestivo delle zanzare nell’area interessata possa assumere particolare importanza.
Dati epidemiologici aggiornati al 4 agosto 2026. Per gli aggiornamenti successivi è opportuno consultare il sistema nazionale di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità.
Perché dopo un caso di virus dengue può essere disposta una disinfestazione?
L’obiettivo di un intervento collegato a un caso di dengue non è disinfettare una casa dal virus, ma ridurre la possibilità che le zanzare presenti nell’area partecipino alla catena di trasmissione.
Il meccanismo può essere sintetizzato così:
persona infetta → zanzara vettore → altra persona
Ridurre rapidamente la presenza delle zanzare nelle circostanze previste dai protocolli sanitari può quindi contribuire a interrompere questa catena.
Nell’agosto 2026, per esempio, dopo la segnalazione di un caso importato a Carisolo, in Trentino, è stato effettuato un intervento straordinario nelle aree circostanti l’abitazione della persona interessata proprio per ridurre il rischio che le zanzare locali potessero fungere da vettore.
Gli interventi di sanità pubblica conseguenti alla segnalazione di un caso vengono disposti o coordinati dalle autorità competenti secondo i protocolli territoriali applicabili. Non vanno quindi confusi con un normale servizio privato di controllo delle zanzare.
Fonte: Provincia autonoma di Trento.
Cosa succede quando viene individuato un caso di dengue?
La risposta può variare in funzione del territorio, del periodo dell’anno e della valutazione sanitaria, ma il principio è quello di intervenire rapidamente sulla possibile presenza del vettore.
I piani territoriali possono integrare diverse attività:
- sorveglianza sanitaria;
- sorveglianza entomologica;
- individuazione e controllo dei focolai larvali;
- eventuali trattamenti contro le zanzare adulte quando previsti.
Il Piano 2026 dell’Emilia-Romagna, per esempio, prevede il potenziamento della sorveglianza durante il periodo di attività delle zanzare, trattamenti larvicidi programmati e l’impiego di adulticidi soltanto nelle situazioni nelle quali ne sia stata valutata la necessità, comprese determinate emergenze sanitarie.
Questo chiarisce un aspetto importante: una disinfestazione contro le zanzare non consiste semplicemente nell’irrorare indiscriminatamente un insetticida.
Fonte: Regione Emilia-Romagna – Piano 2026 di sorveglianza e controllo delle arbovirosi.
Come si controllano le zanzare Aedes?
Il controllo efficace parte dall’ambiente nel quale la zanzara riesce a riprodursi.
Aedes albopictus utilizza anche piccolissime raccolte d’acqua per lo sviluppo delle larve. Per questo un sopralluogo deve cercare non soltanto la presenza delle zanzare adulte, ma soprattutto i punti nei quali l’acqua può permanere abbastanza a lungo da permettere il completamento del ciclo.
Possono essere controllati, in base alle caratteristiche dell’area:
- sottovasi, secchi e recipienti lasciati all’esterno;
- tombini e caditoie;
- bidoni e contenitori per l’acqua;
- grondaie nelle quali si formano ristagni;
- pneumatici e materiali che possono trattenere acqua;
- aree verdi, cespugli e zone ombreggiate nelle quali le zanzare adulte possono sostare.
L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda di eliminare sistematicamente i ristagni e considera il controllo larvicida uno degli strumenti utili per ridurre le popolazioni di Aedes.
Trattamento larvicida e adulticida sono la stessa cosa?
No. Il trattamento larvicida e quello adulticida intervengono su fasi differenti del ciclo della zanzara.
Il trattamento larvicida interviene sui luoghi nei quali sono presenti o possono svilupparsi le larve. È quindi collegato soprattutto alla gestione delle raccolte d’acqua che non possono essere eliminate.
Il trattamento adulticida ha invece come bersaglio le zanzare adulte.
Questo non significa che un trattamento adulticida debba essere effettuato automaticamente ogni volta che sono presenti zanzare. Le strategie di controllo devono essere proporzionate alla situazione e, nei protocolli di sanità pubblica, l’utilizzo degli adulticidi viene valutato in funzione del rischio e delle condizioni rilevate.
Il Piano arbovirosi 2026 dell’Emilia-Romagna, per esempio, ne limita l’impiego a situazioni specifiche, come emergenze sanitarie, infestazioni particolarmente intense o siti sensibili, previa valutazione sanitaria.
Serve sanificare una casa dopo un caso di dengue?

Di conseguenza, parlare genericamente di “ambienti contaminati dalla dengue” può generare un’idea sbagliata.
Quando il rischio riguarda la dengue, l’attenzione ambientale deve essere rivolta soprattutto a:
- presenza delle zanzare;
- possibilità di riproduzione;
- ristagni d’acqua;
- focolai larvali;
- prevenzione delle punture.
Eventuali attività di pulizia o sanificazione possono naturalmente essere utili per altre finalità igieniche, ma non devono essere presentate come il principale strumento attraverso il quale si interrompe la trasmissione del virus dengue.
Come prevenire la presenza della zanzara tigre?
La prevenzione più efficace inizia prima che il numero di zanzare adulte diventi elevato.
È importante evitare che piccoli contenitori, sottovasi, secchi o altri oggetti possano trasformarsi in raccolte permanenti d’acqua e controllare periodicamente tombini, caditoie e altri punti non facilmente svuotabili.
Parallelamente, per ridurre il rischio di punture, l’Istituto Superiore di Sanità raccomanda misure come zanzariere, abbigliamento sufficientemente coprente e repellenti utilizzati secondo le indicazioni previste.
In condomini, strutture ricettive, aziende, complessi immobiliari e aree esterne di dimensioni rilevanti può essere utile impostare un programma che non si limiti all’intervento occasionale, ma comprenda ispezione, individuazione dei focolai e controllo periodico.
Come può essere valutata un’area da trattare?
Prima di scegliere il trattamento è necessario capire dove e perché le zanzare stanno trovando condizioni favorevoli.
Un sopralluogo professionale può quindi prendere in considerazione la dimensione e la conformazione dell’area, la presenza di caditoie e tombini, raccolte d’acqua, sistemi di irrigazione, vegetazione, zone ombreggiate, aree non facilmente accessibili e presenza effettiva di zanzare.
Da questa valutazione dipende la strategia.
Un giardino con numerosi piccoli ristagni non presenta necessariamente le stesse esigenze di un grande complesso condominiale, di una struttura ricettiva o di un’area produttiva.
Quanto costa un intervento contro le zanzare?
Non esiste un prezzo unico per una disinfestazione delle zanzare collegabile genericamente alla dengue.
Il preventivo dipende soprattutto dall’area effettivamente da controllare, dal numero e dalla tipologia dei possibili focolai, dall’accessibilità, dal tipo di intervento necessario e dall’eventuale necessità di programmare più passaggi.
Per questo è preferibile effettuare una valutazione preliminare anziché associare alla dengue una tabella di prezzi standard che potrebbe non rappresentare l’intervento realmente necessario.
Per approfondire modalità e caratteristiche del servizio è possibile consultare la pagina Econsorzio dedicata alla disinfestazione zanzare.
Quali sono i sintomi della dengue?
Le informazioni sanitarie devono essere sempre verificate attraverso fonti mediche. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la dengue può manifestarsi con febbre, mal di testa, dolore attorno o dietro agli occhi, dolori muscolari e articolari, nausea, vomito e manifestazioni cutanee.
L’infezione può essere anche asintomatica e, in una minoranza dei casi sintomatici, può evolvere verso forme gravi.
Chi presenta sintomi compatibili, soprattutto dopo un soggiorno in un’area in cui circola la dengue, deve rivolgersi al proprio medico o ai servizi sanitari competenti. Questa pagina ha finalità informative sul controllo delle zanzare e non sostituisce una valutazione medica.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità – Dengue.
Cos’è la dengue emorragica?
La dengue emorragica è una forma grave della dengue, oggi generalmente ricompresa nella definizione di dengue grave. Può causare emorragie, alterazioni della coagulazione, perdita di plasma e, nei casi più seri, shock circolatorio; richiede assistenza medica urgente.
Esistono cure o vaccini contro la dengue?
Non è attualmente disponibile una terapia antivirale specifica autorizzata contro DENV; il trattamento della malattia dengue è di supporto e deve essere gestito sulla base delle indicazioni sanitarie.
Esistono inoltre vaccini contro la dengue. Indicazioni, idoneità e opportunità della vaccinazione dipendono però dalla situazione individuale e dal contesto epidemiologico e devono essere valutate attraverso strutture sanitarie e medicina dei viaggi. L’ISS riporta che QDENGA è autorizzato e commercializzato in Italia.
Fonte: ISS – Prevenzione, trattamento e vaccino contro la dengue.
Cosa può fare una disinfestazione e cosa non può fare?
Una disinfestazione professionale può contribuire a ridurre la popolazione delle zanzare e intervenire sui loro focolai di sviluppo.
Non può invece curare una persona affetta da dengue, eliminare il virus dall’organismo o sostituire le misure e le decisioni delle autorità sanitarie in presenza di un caso segnalato.
Questa distinzione è essenziale: il controllo delle zanzare rappresenta una componente della prevenzione, non una terapia contro la dengue.
Quando rivolgersi a un’impresa di disinfestazione?
Un intervento professionale può essere valutato quando la presenza di zanzare è elevata, quando nell’area sono presenti numerosi potenziali focolai non facilmente gestibili oppure quando condomini, aziende, strutture ricettive e altre organizzazioni necessitano di un programma di controllo più strutturato.
Econsorzio può effettuare una valutazione dell’area e individuare le misure più appropriate per il controllo delle zanzare e dei focolai larvali.
Nel caso di interventi collegati a casi sospetti o confermati di dengue, devono invece essere rispettate le indicazioni delle autorità sanitarie e degli enti territorialmente competenti.
FAQ sulla dengue e la disinfestazione
La zanzara tigre italiana può trasmettere la dengue?
Sì. Aedes albopictus è un vettore competente per il virus dengue ed è stabilmente presente in Italia. La trasmissione locale può verificarsi quando una zanzara acquisisce il virus pungendo una persona infetta e successivamente punge altre persone.
La dengue è contagiosa e passa direttamente da una persona all’altra?
La dengue è contagiosa? No, non lo è. La normale catena di trasmissione della dengue coinvolge una zanzara vettore. Il virus presente nel sangue della persona infetta può essere acquisito dalla zanzara durante la puntura e successivamente trasmesso.
Dopo un caso di virus dengue bisogna disinfettare casa?
No, la sanificazione delle superfici non rappresenta il principale strumento di prevenzione della dengue. L’attenzione deve essere rivolta soprattutto alle zanzare, ai possibili focolai larvali e alla prevenzione delle punture.
Perché vengono effettuate disinfestazioni dopo alcuni casi di virus dengue?
Per ridurre la presenza delle zanzare nell’area e diminuire la possibilità che il virus passi da una persona infetta alle zanzare locali e successivamente ad altre persone. Gli interventi collegati a casi segnalati vengono definiti dalle autorità competenti in base ai protocolli applicabili.
È sufficiente un trattamento adulticida?
Non necessariamente. Il controllo delle zanzare richiede di valutare anche i focolai larvali e le raccolte d’acqua. La gestione continuativa dei ristagni e delle larve rappresenta una parte importante della prevenzione.





