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La rimozione di una vecchia impermeabilizzazione produce un materiale che non può essere gestito insieme ai normali rifiuti o conferito indistintamente con le macerie.

Econsorzio supporta imprese edili, ditte di impermeabilizzazione, amministratori di condominio, aziende di manutenzione e responsabili di cantiere nell’organizzazione del ritiro e dello smaltimento della guaina bituminosa proveniente da tetti, terrazzi, coperture industriali, balconi, fondazioni e altre superfici impermeabilizzate.

Il servizio viene definito caso per caso, tenendo conto delle caratteristiche del materiale, della quantità prodotta, delle condizioni del cantiere e dell’impianto autorizzato individuato per il conferimento.

In funzione delle necessità, Econsorzio può organizzare: ritiro presso il cantiere, eventuale fornitura di contenitori, carico e movimentazione; trasporto con mezzi autorizzati, conferimento presso impianti idonei e gestione della documentazione relativa al servizio.

Devi programmare la rimozione di una copertura o hai già accumulato la guaina in cantiere? Contatta Econsorzio per valutare la soluzione più adatta. 

step per lo smaltimento della guaina bituminosa

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Smaltimento guaina Bituminosa per imprese e cantieri 

La guaina bituminosa viene utilizzata per proteggere dall’acqua tetti piani, terrazzi, balconi, fondazioni, coperture di capannoni e numerose altre superfici esposte agli agenti atmosferici.

Durante un intervento di manutenzione, demolizione o rifacimento dell’impermeabilizzazione, la vecchia membrana viene rimossa e diventa un rifiuto che deve essere identificato, separato e conferito correttamente.

Il servizio  di smaltimento della guaina bituminosa può riguardare il rifacimento di un terrazzo condominiale, la sostituzione dell’impermeabilizzazione di un capannone, la manutenzione di una copertura commerciale oppure un intervento di demolizione più esteso.

Anche le quantità possono cambiare notevolmente. In alcuni casi si tratta di pochi rotoli provenienti da una riparazione localizzata; in altri di diversi metri cubi prodotti durante il rifacimento completo di una copertura industriale.

Per questo motivo non esiste una modalità di ritiro valida per ogni situazione. Prima di organizzare il servizio è necessario conoscere il tipo di intervento, la quantità indicativa, lo stato del materiale, la presenza di altri componenti e le condizioni di accesso al cantiere. 

Quando la guaina bituminosa diventa un rifiuto 

La guaina ancora installata sulla copertura costituisce un elemento dell’edificio. Quando viene rimossa durante lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione e il detentore decide di disfarsene, entra nel circuito di gestione dei rifiuti.

Da quel momento non può essere abbandonata, bruciata, inserita nei contenitori dei rifiuti indifferenziati o miscelata senza controllo con altri materiali provenienti dal cantiere.

La separazione è importante anche dal punto di vista operativo. Una guaina tenuta distinta da calcinacci, legno, metalli, isolanti e altri rifiuti può essere caratterizzata, movimentata e conferita più facilmente.

Quando il materiale rimane fortemente aderente a massetti, pannelli isolanti o altri elementi della copertura, occorre invece valutare la composizione effettiva del rifiuto e verificare preventivamente le condizioni di accettazione dell’impianto di destinazione. 

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econsorzio smaltisce guaina

Classificazione e codice EER della guaina bituminosa 

come si classifica la guaina bituminosa

Econsorzio valuta richieste relative a diverse tipologie di rifiuti fangosi. La possibilità di effettuare il ritiro e la destinazione finale dipendono sempre dalla classificazione del materiale e dalle autorizzazioni degli operatori e degli impianti coinvolti. 

Codice EER 17 03 02 

Il codice EER 17 03 02 identifica le miscele bituminose diverse da quelle contenenti catrame di carbone.

È la voce frequentemente utilizzata per le comuni membrane bituminose provenienti da interventi edilizi, quando le informazioni disponibili e le verifiche effettuate consentono di escludere la presenza di catrame di carbone.

Codice EER 17 03 01* 

Il codice EER 17 03 01* identifica invece le miscele bituminose contenenti catrame di carbone.

L’asterisco segnala che si tratta di una voce pericolosa. La semplice presenza di bitume, tuttavia, non rende automaticamente pericolosa qualsiasi guaina rimossa.

La distinzione normativa riguarda la presenza di catrame di carbone e deve essere verificata sulla base delle caratteristiche effettive del materiale.

Il codice non deve quindi essere assegnato automaticamente, ma individuato attraverso una valutazione concreta del rifiuto prodotto. 

Quando servono analisi o caratterizzazione 

Non è corretto affermare che ogni guaina debba essere sempre sottoposta ad analisi chimica.

La composizione del rifiuto può essere ricostruita attraverso la conoscenza del lavoro che lo ha prodotto, la documentazione tecnica disponibile, le schede del materiale, le informazioni sulla stratigrafia della copertura e i dati forniti dal produttore del rifiuto.

Le analisi di laboratorio possono diventare necessarie quando tali informazioni non sono sufficienti, quando la guaina è molto vecchia, quando la provenienza è incerta oppure quando esiste il sospetto della presenza di sostanze o materiali differenti.

Econsorzio può assistere il cliente nella raccolta delle informazioni e nell’organizzazione delle verifiche eventualmente necessarie.

La classificazione rimane comunque un passaggio che deve essere affrontato insieme al produttore del rifiuto, evitando attribuzioni standard applicate indistintamente a ogni intervento. 

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Guaina bituminosa, catrame e amianto non sono la stessa cosa 

Nel linguaggio comune la membrana impermeabilizzante viene spesso chiamata “guaina catramata”, ma bitume e catrame di carbone non sono sinonimi.

Le membrane moderne sono generalmente realizzate con bitume modificato e possono contenere armature in poliestere o fibra di vetro, oltre a rivestimenti superficiali in graniglia minerale. 

La presenza di catrame non può essere dedotta soltanto dall’aspetto scuro del materiale.

Deve essere valutata attraverso le informazioni disponibili sulla composizione e sulla provenienza del prodotto.

Anche l’amianto non deve essere associato automaticamente alla guaina bituminosa.

aspetto delle guaine

Quando si interviene su coperture molto vecchie o costituite da più strati, può tuttavia essere necessario verificare se, oltre alla membrana impermeabilizzante, siano presenti pannelli, lastre, isolanti o altri componenti che potrebbero contenere amianto.

In presenza di materiali sospetti, il rifiuto non deve essere movimentato come una normale guaina.
Occorrono verifiche specifiche e, quando necessario, l’intervento di imprese autorizzate alla bonifica. 

Come preparare la guaina prima del ritiro 

ritiro guaino: come preparare la guaina per essere ritirata

Una gestione ordinata nel luogo di produzione permette di ridurre dispersioni, contaminazioni e difficoltà durante il carico. La guaina dovrebbe essere mantenuta separata dagli altri rifiuti e raccolta in un’area individuata del cantiere.

In base alla quantità, allo stato fisico e alle condizioni stabilite con il trasportatore e l’impianto, può essere sistemata in big bag, su bancali, in cassoni oppure in altri contenitori compatibili con il materiale.

Un piccolo quantitativo arrotolato, una guaina frammentata e diversi metri cubi provenienti da una copertura industriale richiedono soluzioni logistiche differenti.

Prima di predisporre il deposito è quindi opportuno concordare la tipologia dei contenitori, le modalità di carico, lo spazio disponibile, l’accessibilità per il mezzo, l’eventuale necessità di attrezzature di sollevamento e la durata prevista del deposito in cantiere.

Il materiale non viene “reso inerte” semplicemente inserendolo in un sacco o avvolgendolo con una pellicola. Il confezionamento serve a facilitarne la gestione e a impedirne la dispersione durante deposito, movimentazione e trasporto. 

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Come funziona il servizio di ritiro e smaltimento 

Il servizio comincia con la raccolta delle informazioni sul rifiuto e sul luogo in cui si trova. Occorre sapere da quale lavoro proviene la guaina, se è già stata rimossa, come è stata accumulata, quale quantità è stata prodotta e se sono presenti materiali estranei.

Anche le condizioni del cantiere incidono sull’organizzazione. Un deposito facilmente raggiungibile da un autocarro richiede modalità diverse rispetto a una terrazza condominiale, a un cortile interno o a una copertura industriale posta in quota.

Fotografie del materiale e dell’area di carico possono aiutare a individuare più rapidamente il mezzo, i contenitori e le attrezzature necessarie. Una volta raccolte le informazioni, viene verificata la classificazione del rifiuto e valutata l’eventuale necessità di documenti, campionamenti o analisi.

Questa fase permette di individuare il codice EER e di verificare quali impianti siano autorizzati a ricevere quella specifica tipologia di materiale.
In base al quantitativo e alle condizioni operative si definiscono quindi il mezzo, le modalità di carico e l’eventuale fornitura di cassoni o altri contenitori.

La guaina viene infine trasportata verso un impianto autorizzato a ricevere lo specifico codice EER. Il trasporto può essere affidato a un operatore autorizzato oppure effettuato dal produttore dei propri rifiuti quando possiede l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali prevista per tale attività e il codice EER è compreso nell’autorizzazione.

Affidare il servizio ai nostri operatori organizzati consente alle imprese di coordinare meglio le attività di cantiere ed evitare conferimenti presso impianti non abilitati a ricevere il materiale. 

Siamo operativi a Roma e in tutte le principali città italiane come Milano, Napoli, Torino, Genova.

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FIR, RENTRI e tracciabilità del rifiuto 

FIR, RENTRI e tracciabilità del rifiuto 

Quando previsto, il trasporto deve essere accompagnato dal Formulario di identificazione del rifiuto, sul quale vengono riportati i dati del produttore o detentore, del trasportatore, del destinatario e del materiale movimentato.

Il FIR non è una generica certificazione di legalità, ma uno dei documenti attraverso i quali viene tracciato il percorso del rifiuto dal luogo di produzione all’impianto.

In funzione delle caratteristiche dell’impresa e degli obblighi applicabili, possono inoltre essere richiesti il registro cronologico di carico e scarico, gli adempimenti RENTRI, la conservazione della documentazione e la dichiarazione annuale MUD.

Econsorzio supporta l’organizzazione documentale del servizio, ma l’affidamento a un operatore esterno non elimina automaticamente gli obblighi e le responsabilità attribuite al produttore del rifiuto.

Per questo è importante fornire informazioni corrette sull’origine e sulle caratteristiche del materiale e verificare che trasportatore e impianto siano autorizzati a gestire lo specifico codice EER. 

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Quanto costa lo smaltimento della guaina bituminosa 

Non esiste un prezzo unico valido per ogni intervento. Il costo dipende innanzitutto dalla quantità e dal peso del materiale, ma incidono anche la classificazione del rifiuto, l’eventuale necessità di analisi, la presenza di materiali misti e il tipo di confezionamento.

Devono inoltre essere considerate le attività di carico e movimentazione, l’eventuale fornitura di cassoni o contenitori, l’accessibilità del cantiere, la distanza dall’impianto e il costo di conferimento.

Il prezzo al metro quadrato, utilizzato talvolta per stimare i lavori edili, non è sempre sufficiente per calcolare il costo reale dello smaltimento.
Lo spessore della membrana, il numero degli strati, la presenza di graniglia, le parti di massetto rimaste aderenti e il peso effettivo possono cambiare notevolmente da una copertura all’altra.

Per ottenere una valutazione attendibile è quindi preferibile indicare il peso disponibile oppure fornire la superficie, il numero approssimativo degli strati, alcune fotografie e informazioni sulla copertura.

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Recupero o smaltimento finale della guaina 

Il recupero delle membrane bituminose è più complesso rispetto a quello di altri materiali da costruzione. La guaina può infatti essere composta da bitume modificato, armature, rivestimenti minerali e materiali rimasti aderenti durante la rimozione

Esistono impianti e processi in grado di recuperare alcune componenti, ma questa possibilità non è disponibile per qualsiasi materiale e in ogni territorio.

La destinazione dipende dalla composizione della guaina, dal livello di contaminazione, dalle autorizzazioni degli impianti e dalle soluzioni tecniche effettivamente disponibili.

In alcuni casi il materiale può essere avviato a trattamento o recupero. In altri viene destinato allo smaltimento finale presso un impianto autorizzato.
Per questo motivo non è corretto promettere il riciclo di qualsiasi guaina prima di averne verificato le caratteristiche e individuato una struttura realmente autorizzata e disponibile a riceverla.

A chi è rivolto il servizioI

Il servizio si rivolge principalmente alle imprese edili, alle aziende di demolizione, agli impermeabilizzatori e agli operatori che si occupano della manutenzione di tetti e coperture.

Può essere richiesto anche da amministratori di condominio, facility manager, responsabili di stabilimenti industriali, attività commerciali ed enti che devono programmare il rifacimento di terrazzi, lastrici solari o coperture.

Econsorzio può valutare sia ritiri singoli sia conferimenti programmati collegati all’avanzamento del cantiere. Negli interventi più estesi è possibile organizzare più ritiri, coordinando il posizionamento e la sostituzione dei contenitori con le diverse fasi della rimozione.

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Richiedi un preventivo per lo smaltimento della guaina 

Per ricevere una prima valutazione è utile comunicare:

Quando possibile, è consigliabile allegare fotografie della guaina, dell’area in cui è stata depositata e del punto di accesso per il mezzo.

Queste informazioni permettono di verificare la fattibilità del servizio, individuare la destinazione corretta e predisporre un preventivo coerente con le reali condizioni dell’intervento.

Contatta Econsorzio per organizzare il ritiro e lo smaltimento della guaina bituminosa dal tuo cantiere. 

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Domande frequenti sullo smaltimento della guaina bituminosa

La guaina bituminosa è sempre un rifiuto pericoloso?

No. La presenza di bitume non rende automaticamente la guaina un rifiuto pericoloso. Il codice EER 17 03 01* riguarda le miscele bituminose contenenti catrame di carbone, mentre il codice EER 17 03 02 identifica quelle diverse dalla voce precedente. La classificazione deve essere effettuata sulla base dell’origine e delle caratteristiche del materiale. 

Il codice frequentemente attribuito alle comuni guaine bituminose è EER 17 03 02. Se il materiale contiene catrame di carbone può invece essere applicabile il codice pericoloso EER 17 03 01*. Il codice non deve essere scelto automaticamente, ma verificato in relazione al rifiuto effettivamente prodotto.

Non dovrebbe essere miscelata indistintamente con calcinacci, laterizi, cemento o altri rifiuti. La guaina appartiene a una voce EER specifica e dovrebbe essere tenuta separata. Quando risulta inseparabilmente aderente ad altri materiali, occorre verificare la classificazione e le condizioni di accettazione dell’impianto. 

No. L’analisi può essere necessaria quando la provenienza o la composizione non sono sufficientemente conosciute oppure esiste il sospetto della presenza di sostanze pericolose. In altri casi la classificazione può basarsi sulla conoscenza del processo, sulla documentazione tecnica e sulle informazioni disponibili. 

Può farlo soltanto quando ne ricorrono le condizioni e dispone dell’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali necessaria per trasportare i propri rifiuti. Il codice EER deve essere compreso nell’iscrizione e l’impianto di destinazione deve essere autorizzato a riceverlo. 

La possibilità di comprendere rimozione, confezionamento e carico viene valutata in base al tipo di intervento. Nella richiesta è importante specificare se la guaina è ancora installata oppure se è già stata rimossa e raccolta. 

Dipende dal regolamento comunale e dalle tipologie di rifiuti accettate dal centro di raccolta. Non tutte le isole ecologiche ricevono guaine bituminose o materiali derivanti da lavori edili. Prima del conferimento è quindi necessario contattare il Comune o il gestore del centro. 

Il servizio può essere valutato anche per abitazioni, terrazzi, garage e piccoli fabbricati. Per quantitativi ridotti è necessario verificare la disponibilità, la distanza dall’impianto e la convenienza di un ritiro dedicato. 

È possibile partire dalla superficie della copertura, dal numero degli strati e dallo spessore della membrana. Per un preventivo più preciso è preferibile pesare il materiale oppure inviare fotografie e indicare le dimensioni approssimative dei rotoli, dei bancali o dei contenitori utilizzati.

L’età non rende automaticamente il rifiuto pericoloso, ma può rendere più difficile ricostruirne la composizione. In presenza di materiali di origine incerta, più strati sovrapposti o componenti sospetti può essere opportuno effettuare verifiche tecniche o analisi prima del conferimento. 

La guaina ardesiata è una membrana bituminosa rivestita con graniglia minerale. Anche in questo caso la classificazione deve essere verificata sulla base della composizione e dell’origine. La finitura ardesiata può incidere sul peso e sulle possibilità di trattamento. 

Per piccoli quantitativi il costo non dipende soltanto dai metri quadrati. Il trasporto, la distanza, il minimo di conferimento e l’organizzazione del ritiro possono incidere più del peso del materiale. Per ricevere una stima è necessario indicare località, quantità e modalità con cui la guaina è stata raccolta.