La disinfestazione degli insetti delle derrate non dovrebbe iniziare scegliendo un prodotto o un trattamento. Prima è necessario capire quale infestante è presente, quali derrate sono coinvolte e dove si trova il focolaio.
Una tignola osservata vicino a un sacco di farina, alcuni coleotteri rilevati in magazzino o una cattura all’interno di una trappola possono indicare situazioni differenti. L’infestazione può essere circoscritta a una materia prima o a un lotto, svilupparsi nei residui presenti in una linea produttiva oppure interessare contemporaneamente prodotto e ambiente.
Per questo un intervento professionale parte dalla valutazione del problema e porta solo successivamente alla scelta delle misure di controllo. Econsorzio gestisce richieste provenienti da industrie alimentari, molini, pastifici, panifici, magazzini, depositi, attività della GDO e altre realtà che producono, trasformano o conservano alimenti.
Cosa sono gli insetti delle derrate alimentari?

Con l’espressione insetti delle derrate vengono indicati diversi artropodi in grado di infestare alimenti e prodotti conservati. Non si tratta quindi di una singola specie, ma di un insieme di organismi associati a cereali, farine, semole, pasta, prodotti da forno, frutta secca, semi, spezie, cacao e altre matrici alimentari.
Tra gli infestanti più rilevanti si trovano soprattutto lepidotteri e coleotteri. L’Istituto Superiore di Sanità dedica una specifica guida all’identificazione degli artropodi delle derrate e alle procedure di analisi dei campioni alimentari, distinguendo famiglie e specie con caratteristiche e comportamenti differenti.
Questa distinzione ha conseguenze operative: un punteruolo che sviluppa parte del proprio ciclo all’interno di una cariosside presenta caratteristiche diverse rispetto a una tignola associata agli sfarinati o a un coleottero che prolifera nei residui di lavorazione.
Come riconoscere un’infestazione nelle derrate?
La presenza di insetti adulti è soltanto uno dei possibili segnali. Possono essere rilevati anche larve, pupe, involucri, tele sericee, fori, prodotti danneggiati, residui anomali o catture nei dispositivi di monitoraggio.
Per questo l’identificazione non dovrebbe basarsi esclusivamente sulla somiglianza con una fotografia. Le specie associate alle derrate sono numerose e alcune presentano caratteristiche simili; la guida dell’ISS utilizza chiavi specifiche per distinguere adulti e larve e procedure dedicate all’analisi delle derrate.I
n un’attività alimentare, quindi, non basta chiedersi “che insetto è?”. Bisogna capire anche dove si sta sviluppando e quale prodotto può essere coinvolto.
Quali sono i principali insetti delle derrate?

Le specie potenzialmente presenti sono numerose. Alcuni infestanti ricorrono però con maggiore frequenza nelle derrate e negli ambienti in cui vengono conservate o trasformate.
Queste associazioni servono a orientare l’indagine, non a formulare una diagnosi automatica. L’ISS descrive, ad esempio, Ephestia kuehniella come importante infestante dei molini, Tribolium come tipicamente associato agli sfarinati e Sitophilus come uno dei principali gruppi che attaccano le cariossidi.
Da dove può partire un’infestazione in un’azienda alimentare?

L’infestazione può essere già presente in una materia prima in ingresso, svilupparsi durante lo stoccaggio oppure trovare condizioni favorevoli nei residui di prodotto presenti in strutture e macchinari.
Come viene valutata un’infestazione prima della disinfestazione?
Prima di stabilire come intervenire occorre comprendere origine, estensione e distribuzione dell’infestazione.
Un sopralluogo può prendere in considerazione la specie o il gruppo di infestanti rilevati, le derrate presenti, i punti nei quali sono avvenute segnalazioni o catture, le condizioni delle aree di stoccaggio e lavorazione e la presenza di residui o altre criticità.

Da questa valutazione deve emergere soprattutto se il problema riguarda:
la derrata, quando le evidenze sono concentrate su una materia prima, una confezione o un lotto;
l’ambiente, quando l’attività è sostenuta da residui presenti in strutture, macchinari o punti difficili da raggiungere;
entrambi, quando rimuovere il prodotto visibilmente infestato non è sufficiente perché nell’ambiente rimangono condizioni che permettono all’infestante di continuare il proprio ciclo.
Questa distinzione influenza direttamente la scelta dell’intervento.
Come si sceglie il trattamento contro gli insetti delle derrate?
Non esiste un trattamento valido per qualsiasi infestazione.La scelta dipende dalla specie identificata, dallo stadio di sviluppo, dalla derrata coinvolta, dall’estensione del problema, dalle caratteristiche dell’ambiente e dalla possibilità di intervenire sul prodotto, sulla struttura o su entrambi.

Nel controllo degli infestanti delle derrate possono essere impiegati, quando compatibili con il caso specifico, metodi fisici e meccanici, trattamenti termici, atmosfere modificate o controllate e prodotti biocidi autorizzati.
La letteratura tecnica FAO descrive diversi metodi non chimici applicabili agli insetti dei prodotti immagazzinati, compreso l’impiego della temperatura e delle atmosfere controllate.
L’eliminazione di residui di farine, cereali o altre sostanze organiche presenti in macchinari e strutture può inoltre essere necessaria quando questi materiali alimentano il focolaio.
Pulizia tecnica e disinfestazione non sono però sinonimi: in presenza di un’infestazione sviluppata possono essere necessarie più misure coordinate.
Quando vengono impiegati prodotti biocidi, devono essere utilizzati prodotti autorizzati per l’impiego previsto secondo la disciplina europea applicabile.La sequenza corretta è quindi:
identificare → localizzare → valutare → intervenire → verificare
e non applicare automaticamente un trattamento nel punto in cui è stato osservato l’insetto.
A cosa servono le trappole e i feromoni?
Le trappole possono essere utilizzate per rilevare determinate specie, seguire l’attività nel tempo e individuare le aree sulle quali concentrare l’ispezione.
La cattura deve essere interpretata considerando specie, posizione della postazione, data e andamento delle rilevazioni. Una trappola rappresenta quindi soprattutto uno strumento di monitoraggio, non la prova che il focolaio si trovi esattamente nel punto in cui è installata.

Allo stesso modo, una diminuzione temporanea delle catture non dimostra automaticamente che l’infestazione sia stata eliminata.
Per approfondire la progettazione delle postazioni e la lettura dei dati è possibile consultare la guida al monitoraggio degli infestanti HACCP.
Cosa succede alle derrate infestate?
Disinfestare l’ambiente e decidere la destinazione di una derrata sono due valutazioni differenti.
La presenza di insetti in una confezione o in un lotto non permette di stabilire automaticamente quale debba essere la destinazione dell’intero stock.
Occorre verificare quali prodotti siano coinvolti e quanto sia estesa la contaminazione, applicando le procedure previste dall’operatore del settore alimentare.
Allo stesso modo, una diminuzione temporanea delle catture non dimostra automaticamente che l’infestazione sia stata eliminata.
Per approfondire la progettazione delle postazioni e la lettura dei dati è possibile consultare la guida al monitoraggio degli infestanti HACCP.
Cosa succede alle derrate infestate?
Disinfestare l’ambiente e decidere la destinazione di una derrata sono due valutazioni differenti.
La presenza di insetti in una confezione o in un lotto non permette di stabilire automaticamente quale debba essere la destinazione dell’intero stock.
Occorre verificare quali prodotti siano coinvolti e quanto sia estesa la contaminazione, applicando le procedure previste dall’operatore del settore alimentare.
Il Regolamento (CE) n. 178/2002 stabilisce in termini generali che un alimento non può essere immesso sul mercato quando è considerato non sicuro. Di conseguenza, un trattamento effettuato sul locale non rende automaticamente utilizzabile una derrata che presenta un problema di sicurezza o conformità.
Come si verifica se la disinfestazione ha funzionato?
La gestione dell’infestazione non termina necessariamente con il trattamento.Il controllo successivo serve a verificare se l’attività dell’infestante si è ridotta o cessata e se il focolaio è stato realmente rimosso o controllato.

La verifica può comprendere una nuova ispezione delle aree interessate, il confronto delle rilevazioni di monitoraggio e la ricerca di nuove evidenze su prodotti, strutture o impianti.
Questo passaggio è particolarmente importante perché gli insetti delle derrate attraversano diversi stadi biologici.
Intervenire sugli adulti visibili senza individuare il punto nel quale continuano a svilupparsi larve o altri stadi può produrre soltanto un miglioramento temporaneo.
Monitoraggio e prevenzione delle nuove infestazioni
Dopo la gestione dell’episodio, il monitoraggio permette di individuare nuovi segnali prima che il problema diventi esteso. Un programma può integrare ispezioni periodiche, postazioni di monitoraggio, controllo dei punti critici e verifica delle materie prime in ingresso.
I dati acquistano maggiore valore quando vengono confrontati nel tempo: una variazione delle catture o la comparsa di un infestante in una nuova area può segnalare la necessità di un approfondimento.
Insetti delle derrate, HACCP e controllo degli infestanti
Nelle aziende alimentari il controllo degli infestanti rientra nella gestione complessiva dell’igiene.
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari prevede procedure adeguate per il controllo degli animali infestanti e richiede agli operatori del settore alimentare procedure permanenti basate sui principi HACCP.
Questo non significa che ogni azienda debba eseguire lo stesso trattamento con una frequenza prestabilita. Un sistema di controllo deve essere coerente con caratteristiche dell’attività, rischi individuati, evidenze raccolte e misure adottate.
Anche la documentazione assume quindi una funzione concreta: consente di ricostruire cosa è stato controllato, dove è stata individuata l’attività, quale azione è stata eseguita e quale risultato è emerso dalle verifiche successive.
Per quali aziende può essere richiesto il servizio?
La disinfestazione degli insetti delle derrate può riguardare molini, pastifici, panifici, industrie alimentari, depositi e magazzini, aziende di logistica, GDO, industrie dolciarie e attività che lavorano o conservano cereali, farine, frutta secca, spezie, semi e altre derrate suscettibili di infestazione.
In fase di contatto è utile indicare il tipo di attività, il prodotto coinvolto, l’area nella quale sono stati rilevati gli insetti ed eventuali dati provenienti dal sistema di monitoraggio.
Quanto costa una disinfestazione degli insetti delle derrate?
Il costo non dipende soltanto dai metri quadrati dell’edificio.
Incidono tipo ed estensione dell’infestazione, numero e caratteristiche delle aree da controllare, presenza di linee produttive o macchinari, trattamento necessario e verifiche successive.
Due strutture della stessa dimensione possono quindi richiedere interventi molto differenti. Quando il problema non può essere valutato correttamente dalle informazioni iniziali, può essere necessario un sopralluogo.
Richiedere una valutazione per insetti delle derrate
Se sono stati rilevati insetti nelle materie prime, nelle confezioni, nei magazzini o nelle aree di produzione, Econsorzio può valutare le caratteristiche della richiesta e l’organizzazione dell’intervento
Fotografie dell’insetto o della derrata interessata, indicazione dei punti nei quali è stata rilevata la presenza ed eventuali dati di monitoraggio possono aiutare a fornire un primo quadro del problema, senza sostituire l’identificazione e la valutazione sul posto.
Contatta Econsorzio per richiedere informazioni o una valutazione del servizio di disinfestazione degli insetti delle derrate.
Domande frequenti Sugli insetti delle derrate
Contattaci senza impegnoFonti e riferimenti
Per l’identificazione degli infestanti e le derrate associate: Istituto Superiore di Sanità, “Artropodi delle derrate alimentari: chiavi di identificazione e procedure operative per la determinazione dei principali infestanti entomatici”.
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